Quarticciolo, 75 mln di euro per i servizi della comunità

Il 2026 sarà l’anno della piccola grande rivoluzione?

Il quartiere romano del Quarticciolo, spesso citato nelle cronache per episodi non proprio edificanti, sembra finalmente destinato a scrivere capitoli nuovi e positivi. Tra le tante iniziative delle istituzioni per risollevare le sorti di questa zona ad Est della Capitale, verso la fine del mese scorso è arrivata un’altra buona notizia. Ci saranno a disposizione 75 milioni di euro tra fondi regionali, statali e comunali, per rafforzare i servizi di comunità. Sicuramente un motivo concreto per sorridere e sperare in meglio.

Quando si tocca il fondo non si può che risalire

Il Quarticciolo per troppo tempo ha portato sulle spalle il peso dell’abbandono. Emergenza abitativa cronica, crack e tossicodipendenza a fare da sfondo quotidiano, con strade più spesso teatro di resistenza che di vita normale. Ora, però, qualcosa si muove davvero. E non si tratta di promesse vaghe o slogan di circostanza, ma di una vera e propria boccata d’ossigeno sotto forma di fondi. L’ambizione è di restituire dignità, servizi e futuro a chi il Quarticciolo lo abita e lo vive ogni giorno.

Il presidente della Regione

A snocciolare cifre e prospettive è stato proprio il governatore del Lazio, Francesco Rocca, durante il brindisi di auguri coi giornalisti al WeGil (Lo spazio culturale per mostre ed eventi). E per una volta i numeri non fanno paura, anzi: “Dei 123 milioni di fondi europei destinati all’edilizia residenziale pubblica, 30 milioni andranno al Quarticciolo. A questi si sommano i 20 milioni già stanziati dal governo, arrivando a 50 milioni complessivi tra Regione e Stato. Risorse vere, pensate per ridare vita al quartiere”. A completare il quadro ci pensa il Comune di Roma, che aggiunge altri 24 milioni e mezzo. Totale: 75 milioni di euro. Una cifra importante, che non punta soltanto a rimettere in piedi palazzi e strutture, ma anche a ridisegnare gli spazi urbani e a ricucire il rapporto tra quartiere e città.

La Sanità di prossimità

Nella lista delle “cose da fare” c’è anche quella sul fronte sanitario. Rocca ha annunciato l’apertura di una casa della comunità al Quarticciolo, affidata alla Asl Roma 2. Un presidio che, nelle intenzioni, dovrebbe finalmente garantire un’assistenza sanitaria degna di questo nome ai residenti. La collocazione è ancora da definire, ma la notizia basta già a riaccendere speranza in un territorio dove la sanità di prossimità è quasi un miraggio.

Tanto per fare un esempio concreto: il consultorio di via Manfredonia, si sta lentamente impoverendo a causa della carenza di personale. Per contro, lo sportello di medicina generale di via Ostuni, gestito dall’ambulatorio popolare di Roma Est, continua a fare la sua parte. Offrendo controlli di base, supporto alle prenotazioni e orientamento ai servizi. Ma questo importante “punto” è operativo solo due giorni a settimana.

La strada è ancora lunga, inutile nasconderlo, ma questa volta, almeno, sembra finalmente lastricata di fondi veri. E al Quarticciolo, dopo anni di attese, anche l’ironia lascia spazio a un cauto, meritato ottimismo.

Foto: La Capitale